E vado via
per difendermi
ma ovunque andrò
so che io ti penserò
sperando che per te sia identico
Ovunque andrò - Le Vibrazioni

...volevo che voi lo sapeste...

A te dolce anima. Buona giornata
Stre
Io vivo nelle cose in cui posso
tornare...nei ricordi che
conservo...trasformando la memoria in
un atto d'amore...inseguo quei
momenti struggenti
impossessandomene, vincolandoli alla
mia malinconia.Amo in questo
modo...nella piccolezza dei gesti di cui
mi approprio.Nella densità di ciò che
posso imprimere.Amo senza spandere
senza diffondere.Amo sottraendomi.
ALESSANDRO ASSIRI
I libri scritti a quattro mani non mi hanno mai entusiasmato. E tanto meno le raccolte di poesia scritte da due persone che vogliono mostrare un'unità d'intenti, se non di ispirazione. Ho sempre pensato, e verificato dal vivo leggendo opere di questo genere, che di solito non c'è affatto unità di stile nei due autori e non c'è per niente quell'afflato che connota la poesia.
Questa premessa per dire che invece ora ho letto un libro che due scrittori, un uomo e una donna, nell'articolazione del dialogo tra loro, alternando i loro testi, danno una buona prova di poesia scritta appunto a quattro mani. Sto parlando del libro sui passi per non rimanere (Fara, 2008, pagg. 58, Euro 10,00) di Alessandro Assiri e Chiara De Luca, due poeti che finora avevano camminato divisi e avevano pubblicato raccolte che avevano ottenuto buona accoglienza critica. Di Aleesandro Assiri va ricordato Il giardino dei pensieri recisi (LietoColle, 2007); di Chiara De Luca il poemettto La notte salva (Fara, 2008). In questo "dialogo" a due voci, lui nelle pagina pari, lei in quelle dispari, raggiungono un diapason comune che permette una lettura non solo gradevole ma ricca di sollecitazioni. I versi esprimono dubbi, incertezze, insicurezze, ma anche trasporto, passione, desideri, speranze. La maggiore intensità si trova nelle poesie d'amore, in cui i pensieri si intrecciano con le emozioni. Pubblico due quadri (tratti dalla seconda delle tre sezioni) che si richiamano e si completano.
A volte ti ricevo come una visita
inaspettata
quando metto in fila tutti i quasi
i magari storti di tutti gli altri versi
adesso che sei entrata nelle pagine
e debbo sporcarmi le mani
nell'aprirti per accoglierti adagio
Alessandro Assiri
Forse per aver svestito a lungo le parole
immobile spiato dietro vetri inesistenti
premuto forte porte aperte per scoprire
nessuno a sporcare il bianco dell'attesa
l'urgenza segna adesso l'andatura
di un dire che non ha più il tempo
di bussare
Chiara de Luca
Da sui passi per non rimanere (Fara, 2008)
Il titolo è derivato dal verso iniziale di Alessandro Assiri ("sono sui passi per non rimanere/ come ieri, o era un altro magari"). Le sequenze del colloquio tra i due che si sono incontrati, capiti, avvicinati, e "confessati", si sciolgono con dolcezza, ma anche con malinconia, verso una sintonia d'affetti e di pensieri. E tuttavia permangono le diversità: di caratteri e di proposte. Scrive Assiri nella sua premessa: "... stiamo diventando suoni che si dimenticano in fretta, parole che nessuno ricorda,... come possiamo solo sperare di rimanere... È la velocità con cui si accede e si eccede a condannare le parole all'oblio..." e conclude che manca il luogo dove abitare con le proprie parole. E Chiara De Luca risponde nella sua premessa: "... La poesia ci ha fatto incontrare. La poesia ci fa comunicare. E ci sto bene. Ora siamo due... e poi saranno altri due. E poi altri ancora. Fiori che spuntano dagli interstizi dell'asfalto. Vite brevi, forse. Ma lampi. Luce". E parlano di attese, bottiglie che arriveranno dal mare, di sillabe nel vento da rimettere insieme per ritriovare un senso, sia pure casuale, del tempo che corre e si disperde, di occhi che sanno guardare, ma anche di chimere, di distanze, di ritorni, di luce, di derive, di pensieri, di silenzio, di passi, di vento. Insomma, fanno riemergere da lontane memorie tutti gli elementi che fanno poesia e li alchimizzano per la loro euforia. La fusione, che non annulla le singole identità, funziona nell'invenzione poetica. o.ross.

...Le sue dita lo toccavano leggere, poi divenivano frenetiche, premevano a
fondo nella carne, fin quasi a fargli male, come per assicurarsi con violenza
della sua realtà. Queste erano le sensazioni esterne dei corpi che
manifestavano e scoprivano a vicenda. Dopo tanto toccarsi, erano come dei
drogati. I loro gesti erano lenti e sognanti, le loro mani pesanti. La bocca di
lui sempre dischiusa. Quanto miele fluiva dal corpo di lei! ....
da "Il Delta di Venere" di Anais Nin (1969)

...Come spiegarti questa magica atmosfera?
Come posso dirti la carezza che se ne avverte lungo il percorso?
...è un tepore che ti assale anche nelle gelide giornate invernali, è la freschezza che alleggerisce le giornate d'afa, è la quiete che assopisce il turbine di affanni che a volte ho dentro...è la voglia che mi prende di correre sino a non aver più respiro, è luce, colore, musica, profumo...è sicurezza, è conoscenza...è magia.

sempre!!!
Stre
Libero la mente, la lascio volare via
Mi lascio accarezzare dalla sua voce vibrante
...inseguo la fantasia della vita
abbracciando il desiderio infuocato...

« Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »
Gustavo Adolfo Rol
Buona giornata
Stre
Tornando al discorsodi ieri...allenati, io adoro i balli latino-americani....perchè non vieni con migo esta noche???!!!
Vamos a bailar chica.
Besos Stre

Non nascondere
il segreto del tuo cuore
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano
il mio cuore lo scolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra i sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.
(R.Tagore)

E' stata una ventata, una ventata di allegria,
entrati in punta di piedi per non far rumore...
su sedie forse scomode,
mani unite per trasmetterci tutta l'energia che avevamo dentro....
La voglia di ridere e sorridere non ci ha abbandonati per un solo attimo...
poi è stato solo CUORE.
I FIORI SONO PER VOI....BUONFERRAGOSTO!
A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutto mi chiamano.
Però non so dove sono stata con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermato?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio,
che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stata mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stata.
(Pedro Salinas)
Ieri ti ho conservata nel cuore, ho assaporato i ricordi...ho vissuto per te.
Cara Franca,
Oggi sarebbe stato il tuo compleanno, come non ricordare l'ultimo passato con te.
Eri bellissima quel giorno.
Ricordo di averti aiutato con quella camicetta che ti stava ormai troppo larga,
dopo averti lavata e passato sul tuo corpo quella crema che ti piaceva tanto; perchè dicevi
"mi fà venire la pelle morbida e liscia come la seta!",
indossarti la camicia mi ha stretto il cuore...
mai come in quel momento la tua malattia mi si è schiaffeggiata addosso,
ho avuto paura di spezzarti quelle esili braccia,
ma il tuo viso, il tuo sorriso mi ha subito tranquillizzata, mi sembra di rivederlo..
.i capelli biondo cenere sciolti sulle spalle (che bello e dolce era spazzolarteli!) incorniciavano il tuo viso, gli occhi azzurri erano lo specchio della tua anima....
Erano giorni che non ti vestivi "per bene", abbiamo scelto con cura la gonna, la camicetta e quel leggero trucco sul tuo viso per farti sembrare meno "pallida"
Eri bella, come lo sei sempre stata, ma quel giorno volevi esserlo in modo particolare,
volevi fosse un giorno "speciale"...
noi abbiamo fatto il possibile perchè lo fosse,
ma come scordare la malinconia che passava dai tuoi occhi ogni volta che sentivi suonare il citofono, o lo squillo del telefono...
mi guradavi supplicandomi, col silenzio, di correre a rispondere,
ogni volta speravi fosse tuo nipote,
come avrei voluto, quel giorno, compiere un miracolo per farlo venire da te!
Ma non è successo.
Quel giorno non è venuto a farti gli auguri, e non è venuto nemmeno il giorno dopo, e l'altro ancora...
non ha avuto il tempo per salutarti,
non ha trovato il coraggio di passare da te così ammalata,
non ha avuto la fortuna di vivere quell'ultimo tuo anno come l'ho vissuto io, con il tuo raccontarti, con le tue esperienze e ricordi, con le tue carezze che io porto sempre nel cuore.
Se un giorno lo incontrerò, te lo prometto, gli parlerò di te, e di quanto tu lo abbia, comunque, amato.
Un bacio Franca, accompagnami sempre come stai facendo, e stai tranquilla, "bado"sempre a F.
Bru
Per sentirmi meno sola...SCRIVIMI
Non ricordavo quanto fosse bello ed elettricizzante sentirsi la pelle baciata dal sole ed accarezzata (sarebbe meglio dire schiaffeggiata !) dall'aria.....
Quando, sabato sera, Antonella si è presentata a casa ( sorpresa più gradita.... non avrebbe potuto farmi..!..), tutta tirata a "lustro", con due codini da "sbarazzina biricchina", ho intuito (sentito e vibrato a pelle...) che sarebbero stati due giorni col sorriso sulle labbra...due giorni di chiacchiere...masturbazioni celebrali unite a sani pettegolezzi...corse in macchina con la musica a "manetta"...
<<Ce voleva proprio!>>
Zucchero - Bayla Morena
...quando basta chiudere gli occhi, ascoltare una voce...
le corde dell'anima pizzicate!
e sentirsi così vivi
perchè è tuo
il cuore che parla e ti accarezza.
Spettacolari effetti scenici e incredibili giochi di luce accompagnano il grande assolo della chitarra...
So while I'm turning in my sheets
And once again I cannot sleep
Walk out the door and up the street
Look at the stars beneath my feet
Remember rights that I did wrong
So here I go
Hello, hello
There is no place I cannot go
My mind is muddy but
My heart is heavy does it show
I lose the track that loses me
So here I go
Uhuh uhuh uhuh
And so I sent some men to fight
And one came back at dead of night
Said he'd seen my enemy
Said he looked just like me
So I set out to cut myself
And here I go
Uhuh uhuh uhuh
I’m not calling for a second chance
I'm screaming at the top of my voice
Give me reason, but don’t give me choice
Cause I'll just make the same mistake again
Uhuh uhuh uhuh
And maybe someday we will face
And maybe talk but not just speak
Dont buy the promises cause
There are no promises I keep
And my reflection troubles me
So here I go
Uhuh uhuh uhuh
I’m not calling for a second chance
I’m screaming at the top of my voice
Give me reason, but don’t give me choice
Cause I'll just make the same mistake
I’m not calling for a second chance
I'm screaming at the top of my voice
Give me reason, but don’t give me choice
Cause I'll just make the same mistake again
Uhuh uhuh uhuh
Uhuh uhuh uhuh
So while I'm turning in my sheets
Uhuh uhuh uhuh
And once again I cannot sleep
Uhuh uhuh uhuh
Walk out the door and up the street
Uhuh uhuh uhuh
Look at the stars
Uhuh uhuh uhuh
Look at the stars falling down
Uhuh uhuh uhuh
And I wonder where
Uhuh uhuh uhuh
Did I go wrong?

Il giorno che entrò nel suo personaggio, pensava sarebbe stato per sempre....Questo era il suo desiderio, il desiderio di scomparire non la faceva dormire la notte, non poteva scappare, troppe cose la tenevano legata a quell'assurdo teatro della vita, il rimedio era a portata di mano...quante volte aveva indossato quel costume! Quante volte si era truccata per apparire!....bastava , ORA , farlo solo per sè stessa. L'abito; per entrare nel personaggio, il trucco; per nascondersi dalla sua vita. Doveva essere facile....Lo scelse con cura: nero come il buio della sua anima, con chiazze di rosso fuoco che la mostrassero passionale.
Non avrebbe dovuto portarle altro dolore...il sapere l'avrebbe confortata! DOVEVA ESSERE FACILE.
Non è stato così.
Vivere
è passato tanto tempo
Vivere!
è un ricordo senza tempo
Vivere
è un po' come perder tempo
Vivere.....e Sorridere!.......
VIVERE!
è passato tanto tempo
VIVERE!
è un ricordo senza tempo
VIVERE!
è un po' come perder tempo
VIVERE....e Sorridere dei guai
così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!
Vivere!
e sperare di star meglio
Vivere
e non essere mai contento
Vivere
come stare sempre al vento
VIVERE!......COME RIDERE!!!
VIVERE!
anche se sei morto dentro
VIVERE!
e devi essere sempre contento!
VIVERE!
è come un comandamento
VIVERE..... o SOPRAVVIVERE....
senza perdersi d'animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!.....
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!.....
VIVERE
e sperare di star meglio
VIVERE VIVERE
e non essere mai contento
VIVERE VIVERE
e restare sempre al vento a
VIVERE.....e sorridere dei guai
proprio (così) come non hai fatto mai
e pensare che domani sarà sempre meglio!!!!!
Disponibile sul sito ... lietocolle ...ed a richiesta nelle librerie.
Alessandro Assiri.....in bilico tra la cultura del nulla e il nulla della cultura, trasferisce nella parola il segno di un disagio evidenziando le contraddizioni di una generazione che troppi treni ha perduto per un pelo....
(...da "Morgana e le nuvole")
...da Modulazione dell'empietà
Io vivo nelle cose in cui posso tornare
nei ricordi che conservo
trasformando la memoria in un atto d'amore
inseguo quei momenti struggenti
impossessandomene, vincolandoli
alla mia malinconia.
Amo in questo modo
nella piccolezza dei gesti
di cui mi approprio.
Nella densità
di ciò che posso imprimere.
Amo senza spandere
senza diffondere.
Amo sottraendomi.
Deep Purple-Child In Time... L'energia, la rabbia, l'urlo.
Led Zeppelin-Stairway To Heaven...La dolcezza, la fiducia, la ricerca.
TELL HIM
...parole e musica...
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valerïane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.
...dirompono e disorientano...poi torna sereno.