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martedì, 30 settembre 2008

<<Tu riparti, io continuo ma insieme mettiamo il punto con il solito incontro semestrale: quasi sempre lontane di fatto ma vicine di cuore e di intento.
ed ecco allora il ripetersi delle nostre chiacchierate di lavoro, delle analisi della mente e del cuore, e la condivisione di pazze serate brasil/salsero/messicane che.....peccato non avvengano più spesso, e la gioia di vivere, grande e immensa, e i sentimenti profondi, che peraltro nessun mai capisce e sa afferrare.......
In bocca al lupo a tutte e due..noi adulte rimaste bambine, noi acquari che voliamo sempre altrove con la mente ma che stiamo qua con i piedi saldi bene a terra ad affrontare giorno dopo giorno ciò che la vita misteriosamente ci riserva.
al prossimo incontro dolce amica mia>>
Grazie Anto, grazie del tuo esserci...E' vero, ogni volta è una emozione...le nostre voci abbracciate sino a tarda notte (e per fortuna il giorno dopo si deve lavorare....altrimenti l'alba ci ritroverebbe ancora in chiacchiere....) noi con le nostre lucubrazioni mentali, con i nostri viaggi, reali e dell'anima, noi nel ballo e nel canto, alla ricerca di un locale da non scordare, noi alle prese con le nostre pazzie, noi con la voglia di essere amate per ciò che siamo, noi che "li"facciamo scappare anche quando li vorremmo trattenere, noi nel sorriso e nel pianto, noi che non demordiamo mai..."adulte rimaste bambine"...NOI.
mercoledì, 06 agosto 2008
A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutto mi chiamano.
Però non so dove sono stata con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermato?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio,
che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stata mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stata.
(Pedro Salinas)
mercoledì, 09 luglio 2008
E' un ricordo che è esploso.
Erano gli anni ottanta, sul finire...parlava di problemi di periferia (dell'America Nera), di problemi sociali, d'amore, non in modo agressivo e rabbioso....incantava per la gentilezza e la delicatezza dell'esecuzione, una donna introversa, burbera, incapace di adattarsi alle regole della musica commerciale, ma che proprio per queste caratteristiche mi piaceva e mi piace ancor oggi ascoltare.
Quanto ho creduto nella "lotta"!...
Disillusione.
Voglia di crederci ancora.
sabato, 16 febbraio 2008

...nel cuore